finanziamento Covid-19

Nuovi aiuti Covid: debito o investimento?

Tre parametri per scegliere il finanziamento giusto

Nuovi aiuti COVID: debito o investimento?

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Pubblicato da Acanto – Business Advisor su Giovedì 11 giugno 2020

 

Nel corso dei precedenti webinar abbiamo affrontato diverse situazioni, analizzando a più livelli l’impatto dell’emergenza sanitaria sulle nostre aziende. Oggi vi parliamo delle possibilità che la crisi post Covid-19 apre alle aziende in termini di finanziamento.

Una domanda fondamentale

Con il piano di finanziamento assistito, in sostanza, lo Stato ci sta chiedendo di contrarre dei debiti? Sì, ce lo sta chiedendo. I soldi messi a disposizione dallo Stato, infatti, sono stati posti a garanzia di debiti che le imprese dovranno comunque sostenere

Ne consegue che lo Stato:

  • non perderà il denaro, se ognuno sarà in grado di ripagare i propri debiti; 
  • spenderà solo ciò che le aziende non saranno in grado di restituire.

 

Questo, a patto che i debiti siano stati contratti secondo criterio. I debiti, infatti, non sono di per sé una condizione negativa. In questo caso si tratta di un’opportunità che vale la pena di essere colta, da parte di tutte le aziende in grado di permetterselo.

A tal proposito, sono due le situazioni nelle quali possiamo incorrere:

  1. aziende in difficoltà finanziaria, poiché l’emergenza Covid-19 o altre circostanze pregresse le hanno condotte ad un quadro di stress finanziario. 
  2. Aziende che non sono in difficoltà, ma che desiderano investire. 

 

Primo caso: azienda in difficoltà

Questo è certamente lo scenario più critico, perché l’azienda si trova di fatto a non poter pagare i fornitori, o gli stipendi, o a dover far fronte ad altre specifiche esigenze di cassa. 

Ha senso allora sfruttare la possibilità data dallo stato, per avere denaro in modo più semplice?

La risposta dipende dal singolo caso. Avrà senso in tutte quei casi  in cui ci sia la capacità di guardare avanti, di vedere una prospettiva di crescita o un ritorno di quel finanziamento. Semplificando, se il problema che ha condotto l’azienda alla richiesta di finanziamento è di breve termine, determinato ad esempio da realtà contingenti come il Covid-19, richiedere un prestito sarà certamente utile.

È importante saper mettere a frutto il finanziamento, sfruttandolo per sanare le situazioni di emergenza, pianificando nello stesso tempo la ripartenza secondo una progettualità che si focalizzi sulla restituzione del debito e la prosecuzione redditizia dell’attività aziendale.

Pianificare il futuro

Per guardare avanti, meglio comprendere quali meccanismi abbiano condotto alla stato di stress finanziario, al fine di preservare il business da errori futuri

Spesso le competenze necessarie alla valutazione preventiva non sono presenti in azienda, poiché si tratta di conoscenze molto specifiche. Avvalersi di consulenti molto qualificati è strettamente necessario in un  momento così delicato, per evitare passi falsi che finirebbero col peggiorare il quadro generale.

Come valutare se questo finanziamento ha senso e può essere recuperato?

Lo specialista giusto valuterà anzitutto la presenza di almeno uno di questi tre elementi:

  • il settore di appartenenza
  • la filiera
  • le problematiche interne

 

>> Il settore di appartenenza 

In questo momento alcuni settori sono incappati in una piccola battuta d’arresto o sono persino arrivati a chiudere la propria attività per un periodo di tempo più o meno lungo. Altri settori invece, come quelli legati alla ristorazione o al turismo, non sono ancora in grado di vedere una prospettiva di completa ripresa.

>> La filiera

Allo stesso modo, un’azienda appartenente ad una filiera che comprende settori in forte crisi sarà messa a dura prova e correrà il rischio non riuscire a riprendersi. Specialmente se un fornitore o un cliente, a monte o a valle del sistema produttivo e distributivo di quell’azienda, si trovano ancora in forte crisi a causa dell’emergenza sanitaria.

>> Le problematiche interne

Eventuali difficoltà interne pregresse vanno risolte, in modo che l’azienda torni rapidamente in bonis, cioè nella situazione di restituire senza alcun dubbio i finanziamenti ricevuti.

In presenza di uno o più di questi elementi, sarà bene prestare estrema attenzione alle scelte finanziarie, privilegiando la richiesta di prestiti laddove vi sia l’effettiva possibilità di alternative (es. allargare attività, spostarsi di settore, ecc ecc).

Sintetizzando: contrarre debiti è possibile e necessario per le aziende in difficoltà, ma con attenzione e solo in ottica di crescita o rilancio dell’attività.

Altrimenti, si potranno fare differenti considerazioni, affidandosi a consulenti adeguati e studiando modelli di salvataggio o ristrutturazione aziendale che puntino in altre direzioni.

Secondo caso: aziende che non siano in difficoltà ma che abbiano idee di investimenti. 

Alcuni interessanti finanziamenti legati a progetti di crescita aziendale, costruiti con i clienti di Acanto, sono stati negati dagli istituti di credito con motivazioni poco plausibili. In qualche caso, le aziende si sono addirittura sentite rispondere che la destinazione dei finanziamenti era volta unicamente a sanare problematiche di pagamento a fornitori o dipendenti.

Si tratta di un’informazione sbagliata, che da una parte danneggia le aziende, dall’altra apre il mercato a numerosi soggetti esteri più agili, in grado di proporre finanziamenti per qualsiasi tipo di investimento o acquisizione. Le realtà finanziarie straniere, come ad esempio le forti banche d’affari americane, non avranno problemi a concedere prestiti alle aziende italiane, vista la garanzia di una totale restituzione del denaro prevista dal Decreto Liquidità .

Come fare per raggiungere gli istituti bancari con la chiarezza necessaria?

La possibilità di finanziare le aziende grazie alla liquidità che ora si trova sul mercato, con progetti interessanti e garantiti al 90% dallo Stato, dovrebbe essere percepita come unica dalle banche.

Presentare un progetto solido, già ben costruito, sorretto dalla conoscenza perfetta della legge, permetterà di ribattere ad eventuali istituti reticenti. Disponendo di un progetto chiaro e di documentazione solida, un consulente abituato a dialogare con efficacia con i soggetti finanziari non incontrerà problemi.  

Alcuni esempi:

Di recente Acanto ha seguito aziende con differenti necessità, tutte ampiamente realizzabili grazie ai finanziamenti messi in campo dal Decreto Rilancio.

  • Primo caso: necessità di ingrandire la propria attività affittando un capannone più ampio per allestirlo con i macchinari per la produzione —> finanziamento contenuto e recuperabile grazie alla garanzia statale.
  • Secondo caso: necessità di convertire i macchinari – che non abbiano già usufruito di incentivi specifici – alla tecnologia 4.0. —-> finanziamento a tasso interessante proprio grazie alla garanzia offerta dallo Stato.
  • Terzo caso: necessità di sviluppare un nuovo prodotto, che comporta importanti investimenti in termini di R&D, impiantistica, creazione di stampi specifici –> prestiti importanti ma ottenibili.

Sono dunque molti i progetti che possono essere conseguiti con successo, grazie all’avallo statale che – vale la pena ricordarlo – in questo momento supera di gran lunga le garanzie abitualmente richieste dagli istituti di credito sui propri investimenti. 

La copertura statale assicura la completa sicurezza per le banche, senza incidere in alcun modo sul costo dell’operazione di richiesta del credito. L’unico costo che andrà sostenuto sarà il tasso da pagare per il finanziamento, in questo momento particolarmente basso e quindi vantaggioso.

Accesso agevolato al credito e tassi favorevoli sono un’occasione da non perdere per le aziende, a patto che conoscano le loro reali possibilità.

Qual è la portata del finanziamento che posso richiedere per la mia azienda? 

Affrontiamo la risposta a questa delicata domanda da due angolazioni diverse:

  • legale;
  • finanziaria.

 

>> Aspetto legale

Dal punto di vista legislativo, cioè quello che legalmente lo stato mette a disposizione come garanzia per poter accedere ai finanziamenti, è possibile richiedere coperture per mutui da uno a 6 anni, secondo due specifici livelli: 

  • aziende con fatturato fino a 3.200.000 € —->> finanziabile fino al 25% del fatturato sino ad un massimo 800.000 € con il 100% di garanzia diretta. Il 90% fornito dallo Stato attraverso i propri fondi per le PMI e il 10% attraverso Confidi.
  • Aziende Mid Cap fino a 499 dipendenti (un’eccezione per il nostro territorio)  —>> finanziabili fino al 90% e fino ad un massimale che dipende da tre fattori alternativi:
  1. capacità di indebitamento;
  2. doppio del valore degli stipendi dell’anno precedente;
  3. 25% del fatturato.

Questi parametri consentono investimenti decisamente importanti. Un’azienda produttiva con fatturato a 10 milioni, per esempio, potrà richiedere di essere finanziata anche fino a 2,5/ 3 milioni. 

>> Aspetto finanziario

Beneficiare di questo finanziamento non ha senso se l’azienda non può confidare in una solida struttura di bilancio che dia serenità in termini di restituzione. Semplificando, si tratta di disporre parametri e controlli simili a quelli posti in campo da una normale banca, al momento della richiesta di un mutuo per la nostra prima casa, sebbene ovviamente più complessi. 

Nello specifico, andrà verificato il rapporto tra:

  • la posizione finanziaria netta dell’azienda nel tempo (la liquidità dell’azienda al netto dei debiti finanziari)
  • e l’EBITDA prodotto dall’azienda.

L’EBITDA (ne abbiamo parlato qui) può essere definito come il guadagno operativo dell’azienda, costituito da ricavi e costi operativi.

Se questo rapporto rimane entro il limite di 3:1, l’azienda è assolutamente solida e capace di restituire i propri debiti. 

Quindi una grande azienda, volendo fare conto sui 2/3 milioni che potrebbe richiedere per normativa, dovrà verificare se il debito che desidera contrarre conduca ad un rapporto tra posizione finanziaria e EBIDTA superiore a 3. Solo così sarà in grado di sapere quanto le sia effettivamente possibile richiedere.

Quali sono le possibilità per le aziende più piccole e meno strutturate?

Realtà più piccole, che non hanno le competenze interne per condurre questi ragionamenti, possono trovare in Acanto un valido alleato.

Non c’è tempo da perdere. La riluttanza dimostrata dalle banche tradizionali sta aprendo la strada del nostro mercato a molti soggetti esteri animati da progetti agili, dotati di imponente solidità, flessibilità e, perciò, grande velocità decisionale. Il tempo necessario ad ottenere il prestito sarà più contenuto e si ridurrà ulteriormente qualora l’azienda sia dotata di strumenti che tengano sotto controllo:

  • Business Plan
  • Bilanci Riclassificati
  • Indici e KP…

Strumenti che Acanto propone in collaborazione con i propri partner e che i nostri consulenti mettono a disposizione per tutte le piccole e medie imprese.

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