come guadagnare col 4.0

Fabbrica intelligente e risultati: come guadagnare di più col 4.0

Tre vantaggi economici che ti convinceranno a scegliere una strategia di innovazione tecnologica per la tua azienda

È possibile guadagnare di più grazie all’industrializzazione 4.0? Quali sono i vantaggi reali e soprattutto economici di una scelta come questa?
Oggi l’ingegner Lora ci accompagna attraverso gli aspetti economici e organizzativi di industria 4.0. 

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Scopriamo insieme come la scelta di informatizzare l’azienda impatti concretamente sui conti, ma anche sull’organizzazione e perfino sul lavoro delle persone.

Ci sono almeno tre grossi vantaggi economici nella scelta di perseguire un processo di industrializzazione 4.0 all’interno della propria azienda. Vediamoli nel dettaglio.

 

I 3 vantaggi economici nella scelta di perseguire un progetto 4.0: dimezzare l’investimento con gli incentivi statali

In linea con le politiche pre-Covid, stiamo assistendo oggi ad una decisa spinta da parte dello Stato in direzione dell’industrializzazione 4.0: l’erogazione di incentivi fortemente vantaggiosi per l’azienda che, dettaglio per nulla trascurabile – e su cui torneremo a breve – godono di una natura cumulabile

Utilizzare queste leve permette dunque di ridurre fortemente l’investimento previsto per l’acquisto dei macchinari che permettono il salto ad Industria 4.0.

Ma quali sono questi incentivi? Vediamoli insieme.

  • crediti d’imposta 4.0 del 40% per 5 anni
  • legge Sabatini 4.0: riguarda gli interessi del finanziamento bancario per l’acquisto del macchinario. Ad oggi, questa agevolazione vale più del 3,5%. Ora, considerando gli interessi di mercato e la possibilità dei finanziamenti in periodo di Covid-19, il risultato è praticamente un prestito bancario a tassi negativi.
  • credito d’imposta ricerca e sviluppo: oggi viaggia tra il 6 e il 12% dell’investimento, a seconda di macchinario e tipo di investimento. 

La natura cumulabile di queste tre leve ci porta sostanzialmente a dimezzare l’investimento preventivato.

I rischi da non sottovalutare:

Ma attenzione! Ci sono due grossi errori da non commettere, se si utilizzano gli incentivi statali, due trappole seducenti in cui non cadere assolutamente.

>> La prima è puntare solo a spendere meno, all’interno di una strategia di acquisti già pianificata.

Il risparmio fine a se stesso non paga. Cosa farò dei soldi risparmiati grazie agli incentivi? Se avevo messo a budget un investimento di 10 e sono riuscito a risparmiarne 5, la scelta vincente non è di tenere fermi questi 5, ma di reinvestirli in ulteriori migliorie e innovazioni per la mia azienda.

>> Fare il minimo per avere accesso agli incentivi.

Se la mia strategia è quella di mettere in campo il minimo collegamento macchine possibile per accedere agli sgravi previsti, otterrò non una ma ben due ricadute negative.

  1. Per prima cosa, con ogni probabilità non avrò messo in piedi una reale industrializzazione 4.0: il collegamento minimo si rivelerà inutile nella quotidianità e non porterà nessuno dei benefici reali del 4.0. In sostanza, avrò sì speso la metà, ma avrò anche buttato quello che ho speso.
  2. In secondo – e altrettanto pericoloso – luogo, in caso di controllo sarà estremamente più probabile veder saltare il progetto e perdere di conseguenza gli incentivi. Questo perché eventuali verifiche punteranno sempre a far emergere valide ragioni per annullare le concessioni, e se si è lavorato al limite del regolamento sarà molto più facile trovare un cavillo che faccia saltare le agevolazioni ricevute.

In definitiva, per l’imprenditore lungimirante c’è tutto l’interesse ad investire in un collegamento VERO e reale tra macchine e sistema informativo.

Una prova concreta? Dopo aver collegato le macchine più nuove per ottenere i vantaggi fiscali, i nostri clienti ci stanno chiedendo di fare altrettanto anche con i macchinari più datati, che non beneficiano quindi di alcuna agevolazione. Questo perché hanno toccato con mano la reale efficienza e il vantaggio economico-organizzativo che deriva da una reale informatizzazione della produzione.

I 3 vantaggi economici nella scelta di perseguire un progetto 4.0: aumentare efficacia ed efficienza produttiva

Proprio a proposito dell’ultima osservazione, consideriamo ora l’aumento di produttività che deriva dall’implementazione di un sistema 4.0.

Due esempi per raccontare lo stesso concetto:

  • Controllo di qualità: se il controllo qualità è un passaggio fondamentale per ogni azienda, nell’automotive questo è ancor più vero. I pezzi devono essere minuziosamente controllati e validati, secondo schemi e protocolli estremamente rigidi. Il processo può essere eseguito in modo ordinario, con un operatore che testi, registri e validi ogni singolo componente. Sappiamo per certo che una prassi di questo tipo conduce a ragguardevoli margini di errore: alcuni pezzi saranno sempre e comunque difettosi.
    Si può al contrario scegliere di operare con un processo 4.0: l’automatizzazione impedirà fisicamente alle macchine di mandare avanti pezzi che non siano stati validati dall’operatore mediante l’inserimento di tutti i criteri e la conferma di  tutte le verifiche del caso. Abbiamo riscontrato sul campo come questa scelta abbia portato ad una concreta riduzione dei pezzi difettosi e ad una notevole semplificazione nei processi di certificazione.
  • Pianificazione in tempo reale: sapere in ogni istante cosa e in quale quantità stia producendo ciascuna macchina della mia area produttiva, permette di apportare in tempo reale modifiche al piano produttivo stesso. Scelte che andavano operate ed impostate con giorni di anticipo e non modificabili una volta attivata la produzione, oggi possono essere riviste di minuto in minuto, secondo gli input esterni dello specifico momento.

 

I 3 vantaggi economici nella scelta di perseguire un progetto 4.0: attivare la manutenzione predittiva

La connessione 4.0 fornisce un numero enorme di informazioni rispetto a ciò che le linee hanno prodotto o stanno producendo, ma anche rispetto allo stato di salute delle macchine stesse. 

La cosiddetta sensoristica rimanda costantemente dati sullo stato di salute dei macchinari, permettendo di conoscere ogni dato rilevante per quel determinato apparecchio. Le temperature di esercizio di un forno, le vibrazioni di un braccio meccanico e così via. Una serie di algoritmi specifici elaboreranno questi dati per estrapolare risposte predittive relative alla loro manutenzione. Se le variabili escono dai valori standard, si ha la possibilità di intervenire tempestivamente, operando un aggiustamento anticipato che previene l’evento di rottura.

Paradossalmente, in una prima fase la manutenzione predittiva farà aumentare i costi di manutenzione. Questo accade perché verranno effettuati interventi che prima non sarebbero stati affrontati. Risulta facile capire però come nel tempo questa scelta strategica porti ad una netta riduzione dei costi di manutenzione stessi. Due le ragioni principali:

  • riduzione delle manutenzioni straordinarie: più costose e urgenti, con la manutenzione predittiva verranno evitate nella stragrande maggioranza dei casi. Le macchine saranno mantenute efficienti e funzionanti e sarà possibile prevenire guasti e rotture, anche a catena. Non capiterà dunque che le macchine si rompano né che rischino di romperne altre ad esse collegate nel ciclo produttivo.
  • riduzione di pezzi difettosi prodotti da macchinari operanti non in piena efficienza. Macchinari nel pieno delle loro potenzialità ridurranno inevitabilmente il margine di errore nella produzione.

 

Bonus: la flessibilità come plus

Il set di vantaggi appena analizzati – agevolazioni fiscali, aumento della produttività e manutenzione programmata – porta nel suo insieme ad un risultato ancora poco considerato, in ambito Industria 4.0. Stiamo parlando della flessibilità.

>>Flessibilità produttiva

Lo sanno tutti: il punto di forza di una PMI rispetto ad una grande industria sta proprio nella flessibilità. Al contrario, la grande industria vanterà automazioni, efficienza ed economie di scala che mancano alla PMI.

Insomma, una grande flessibilità ha come contraltare una minor efficienza e costi maggiori.

Industria 4.0 riduce drasticamente questo gap, portando le PMI a massimizzare efficienza ed efficacia produttiva, mentre conservano intatta la carta vincente della flessibilità.

In parole povere, riesce a coniugare qualità e produttività delle grandi serie con la flessibilità delle piccole produzioni.

Cosa si evince da questa osservazione?

Sembra quasi –  e noi possiamo confermarlo – che l’Industria 4.0 costituisca un vantaggio competitivo maggiore per le PMI, più e prima ancora che per le grandi imprese.

>>Flessibilità del lavoro

In Italia se ne parlava poco, prima di Covid-19, ma smartworking e telelavoro sono temi che nel resto del Mondo fanno discutere già da un po’.

Le aziende che, anche a causa delle contingenze di questi ultimi mesi, si sono attrezzate per gestire in modo agile ed informatizzato il lavoro degli uffici, grazie all’intervento di azienda 4.0 potranno arrivare a farlo addirittura nell’ambito della produzione.

La possibilità di controllare da remoto anche le linee produttive metterà l’azienda nelle condizioni di lavorare meglio e in modo più efficace anche alla fine del periodo di emergenza, perché le fornirà la possibilità di controllare tutta una serie di parametri che porteranno l’azienda a lavorare anche in assenza di personale fisicamente presente.

>>Flessibilità green

Ultimo ma non ultimo, ricordiamo che la flessibilità lavorativa ha una ricaduta tutta green: la riduzione degli spostamenti del personale. E non solo nel tragitto casa-lavoro!


Immaginiamo di aver venduto un macchinario complesso dall’altra parte del mondo e che questo macchinario necessiti di manutenzione straordinaria. Non sarà più necessario spedire un tecnico in loco (anche con tutti i costi relativi per l’azienda). Se il macchinario lavora in ambiente industria 4.0, basterà un visore grazie a cui il tecnico specializzato qui in Italia guiderà l’operatore locale nella riparazione. Potrà persino disegnare a video frecce e segnali che indichino le singole viti su cui intervenire, e che l’operatore vedrà comparire automaticamente nel suo visore.

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